venerdì 6 settembre 2013

GAS-CHROMATOGRAPHY


 
GC-MS instrument, year 1970

ABSTRACT:  GAS-CHROMATOGRAPHY 
(If you ask a fan of scents, or "perfumista", what is a gas-chromatograph (or GC ) , he may not be able to answer.
Yet the gas chromatograph is a very important tool, because the world of perfumery has been transformed irreversibly just after the advent of this instrument.

The gas chromatograph is not only responsible for the transformation of the world of perfume as we know it, but it was in about fifteen year -from 1980 to 1995-  the main element of transformation, the cause of all the changes in good...and evil, too.
What is a gas-chromatograph ? In simple words, it is a laboratory instrument that is able to separate the individual substances in a mixture. For example, suppose a perfume composed of 45 different ingredients: the gas chromatograph will be able to isolate, in a certain extent, the one from the other, using the different chemical and physical characteristics of each of them .
The gas chromatograph applied to the perfumery arrived around 1964-1965 , marketed by Colgate- Palmolive , as a tool for purification from a mixture: in other words, his task was to separate substances "useful for perfumery " from those "not useful". 
Initially there was the fear that such an instrument could mean the end of the perfumer job, since it looked like him could be replaced by machines.
But , since the late Seventies onwards, technological advancement led to the discovery and refinement of three instruments that, coupled to the gas-chromatograph and used together with it, sparked a revolution in the industry.Pprecisely:
1 - the technology of " capillary colums", tools that can separate different molecules in a highly accurate manner;
2 - Mass spectrometry , a tool that is able to identify individual molecules ;
3 - The "head -space technology" , which captures an odorous molecule naturally present in the air and analyzes it.

The combination of these instruments led to a revolution because the scents could be analyzed and ...copied.

In fact, a perfume just put on the market could be "passed through to the gas chromatograph " and after a few days you could get the various components and their quantity. 
And the smell ... could roughly be replicated.
This led to a series of cascading consequences that revolutionized the world of perfumes.
1 - No more secrecy. Always a "secret formula" was essential in perfumery: already in 1995 , using the GC-MS, in a few days , you could understand the formula of a perfume sold by the rival house , and prepare a similar one , or even better .
2 - The ability to copy and improve the smells, and the use of increasingly sophisticated technologies , led to greater competition between the big houses and the progressive reduction of artisan producers .
3 - The fact that the perfume has become increasingly a fact of "technological" matter,  put aside the creative work of the perfumer , in favor of expert chemists' and lab technicians' efforts .
4 - Within a few years, industries producing oils, aromas, and base fragrances, went to a condition closer to the monopoly. some years ago, in 1985, there was a lot of competition , the ten largest industries producing essences were amassed about 45% of the world fragrances production;  today we are at about 80% . Everything is concentrated in the few hands of the richest and most powerful industries , and those who want to produce perfumes are pushed to these big aroma houses .
5 - The increased competition meant that the perfume houses in difficulties asked for the help of the big companies , multi-national factories often without specific interests in the field of perfumery , and of course perfume houses payed in terms of freedom of choice of production . More than the scent , it is important to produce something that generates income and profit. A fragrance can no longer be a creative or artistic , but something framed in a very precise production plan , with a well defined cost,, and subject to "approval" by a board of directors that is rarely competent in perfumery.

It 's an exaggeration to say that the world of perfumes has been changed only by the advent of the gas chromatograph .
on the contrary, it's realistic to say that this tool , along with its evolutions , has set in motion an unexpected mechanism, whose effects are still visible today . 
The perfumery ,  become less and less " art and creativity," and more "marketing and profit."

And at the end of this discussion?  what comes out from these affirmations? 
It's always the same concept : vintage fragrances were conceived, designed, realized in abetter way than today ones.)



GASCROMATOGRAFIA

Se chiedete a un appassionato di profumi cosa sia un gas-cromatografo (o gascromatografo), è probabile che non sappia rispondere.
Eppure il gas-cromatografo è uno strumento importantissimo, perché il mondo della profumeria è stato trasformato in maniera irreversibile proprio in seguito all’avvento di questo strumento.
Il gas-cromatografo non è l’unico responsabile della trasformazione del mondo dei profumi così come lo conosciamo, ma è stato, nei quindici anni dal 1980 al 1995, il principale elemento di trasformazione, la causa scatenante di tutti i cambiamenti….nel bene, ma anche nel male.

Cosa è un gas-cromatografo? In parole povere, è uno strumento di laboratorio che riesce a separare le singole sostanze presenti in un miscuglio. Per esempio, supponiamo un profumo composto da 45 diversi ingredienti: ebbene, il gascromatografo è capace di isolarle, per maggior parte, una dall’altra, sfruttando le diverse caratteristiche chimiche e fisiche di ognuna di esse.

Il gas-cromatografo applicato alla profumeria è nato intorno al 1964-1965, messo in commercio dalla Colgate-Palmolive, come strumento per la purificazione a partire da un miscuglio: in altre parole, il suo compito era quello di separare le sostanze “buone per essere utilizzate in profumeria” da quelle “che non servono”. Inizialmente vi fu il terrore che uno strumento del genere potesse significare la fine della professione del profumiere, dal momento che sembrava potesse venir sostituito dalle macchine.
Ma, dalla fine degli anni Settanta in poi, il progresso tecnologico portò alla scoperta e perfezionamento di tre strumenti che, accoppiati al gas-cromatografo ed utilizzati insieme ad esso, scatenarono una rivoluzione nel settore. Precisamente:
1-     la tecnologia delle “colonne capillari”, strumenti che riescono a separare le varie molecole in maniera estremamente precisa;
2-     La spettrometria di massa, strumento che riesce ad identificare le singole molecole;
3-     La tecnologia head-space, che cattura le molecole odorose naturalmente presenti nell’aria e le analizza.

L’insieme di questi strumenti portò a una rivoluzione perché i profumi messi in commercio potevano, adesso, venir analizzati e…copiati.
Infatti un profumo appena messo in commercio poteva venir “passato al gas-cromatografo”,e in capo a pochi giorni si potevano ottenere i diversi componenti e la loro quantità. E il profumo poteva essere …replicato.

Questo fatto portò a una serie di conseguenze a cascata che rivoluzionarono il mondo dei profumi.
1-     veniva a cadere la roccaforte della segretezza. Da sempre il segreto della formula era essenziale: già nel 1995, in pochi giorni, con il gas-cromatografo si poteva venir a conoscenza della formula del profumo messo in vendita dalla casa rivale, e prepararne uno simile, o anche migliore.
2-     La possibilità di copiare e migliorare i profumi, e l’utilizzo di tecnologie sempre più sofisticate, portò a una maggior concorrenza tra le grandi case e alla progressiva riduzione dei produttori artigianali.
3-     Il fatto che la profumeria sia diventata “tecnologica” mise sempre più in disparte l’opera “creativa” del profumiere, in favore di quella dell’esperto chimico e del tecnico di laboratorio.
4-     Nel volgere di pochi anni, le industrie produttrici di profumi passarono a una condizione sempre più vicina al monopolio. Nel 1985 c’era molta concorrenza, le dieci maggiori industrie produttrici di essenze raggranellavano il 45% -nemmeno la metà- della produzione mondiale; oggi siamo a circa l’80%. Tutto si è accentrato nelle mani delle industrie più ricche e potenti, e chi vuole produrre in profumo è spinto a rivolgersi preferibilmente a queste grandi case.
5-     La concorrenza sempre maggiore ha fatto sì che le case di profumi che si trovavano in difficoltà siano dovute ricorrere all’aiuto delle grandi società, spesso multinazionali senza specifici interessi nel campo della profumeria; e ovviamente pagando in termini di libertà di scelta di produzione. Non è più importante il profumo, è importante produrre qualcosa che generi profitto.  Un profumo non può più essere un fatto creativo o artistico, ma un qualcosa inquadrato in un piano produttivo ben preciso, con un costo ben definito, e soggetto ad “approvazione” da parte di un consiglio di amministrazione che raramente è competente in materia.
6- l'utilizzo del gascromatografo ha dato inizio al fenomeno dei "dupes" o cloni, profumi identici agli originali venduti sotto altro nome e a prezzi bassissimi.

E’ esagerato dire che il mondo dei profumi è cambiato solo grazie all’avvento del gas-cromatografo. E’ realistico invece affermare che questo strumento, insieme alle sue evoluzioni, ha messo in moto un meccanismo imprevisto i cui effetti sono visibili ancor oggi. La profumeria, a partire da un certo periodo è diventate sempre meno “arte e creatività”, e sempre più “marketing e profitto”.


E alla fine di questa discussione cosa viene fuori? Sempre lo stesso concetto: i profumi di una generazione fa erano pensati, concepiti, realizzati meglio della maggior parte di quelli odierni. 

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